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Step 1 - N° 49

Meditazione - Meditare con Coscienza (6 parte)


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Quando si medita, non solo ci si dimentica dei problemi, ma spesso questi ultimi si risolvono direttamente. Accade senza che ce ne rendiamo conto, perché siamo troppo abituati a subire la nostra vita anziché viverla e vedere con attenzione cosa succede. Attraverso questo percorso vorrei aiutarti a diventare più cosciente di quello che accade all’interno della tua vita e per quali ragioni avvengono tali situazioni. Non sarò io la risposta alle tue domande, ma ti insegnerò come sviluppare le capacità mentali che permettono ad ognuno di ottenere le risposte ai propri interrogativi. 
Il modo migliore per approcciarti alla meditazione e inserirla nella tua routine è sentire dentro di te il motivo per il quale vuoi meditare. Ovviamente agli inizi non è facile perché potresti non comprenderlo subito, sapendo dentro di te che vorresti meditare ma senza riuscire a spiegare la ragione a parole, quindi finiresti per credere che sia una perdita di tempo. Perciò, inizialmente, dovresti prenderla come un’abitudine, come qualcosa che decidi di fare anche controvoglia, un po’ come quando decidi di praticare sport per stare bene: agli inizi non è un tuo desiderio, non ti alzi la mattina felicissimo di andare a correre o di recarti in palestra anzi ti scoccia un po’; in un certo senso te lo devi imporre, perché sai che se vuoi perdere peso o se vuoi vivere la vita con più salute e fortificare il tuo corpo fisico devi fare quello sforzo. Sai che non vorresti essere debole e pieno di malattie in giovane età quindi ti imponi una regola, ad esempio di andare a correre o di andare in palestra due volte a settimana anche se non ne hai voglia, perché vuoi raggiungere degli obiettivi che ti sei prefissato. 

A volte la meditazione può sembrare noiosa e stancante, proprio come le prime volte in cui decidi di andare a correre o fare sport ti peserà, facendoti venire voglia di mollare. Ogni giorno cercherai mille motivi per non andare in palestra fingendo che non ti interessi davvero farlo e mollando solo per pigrizia. In realtà sei stato tu a scegliere di iscriverti, sei stato tu a prendere questa decisione e nessuno ti ha obbligato. Dentro di te sai che fare sport gioverà al tuo corpo e ti farà ottenere dei risultati nel tempo, ad esempio evitandoti malattie fisiche che la maggior parte delle persone si ritrova a subire già in giovane età, per poi soffrire per il resto della loro vita. Per questo, anche se un po’ seccato, alla fine vai a correre o vai in palestra, sapendo che lo stai facendo per il tuo bene. Praticare sport non è semplice e non perché sia difficile la disciplina in sé, ma perché è difficile mantenere costantemente la motivazione che ti spinge a praticarla. Moltissime persone iniziano a praticare per poi mollare dopo qualche mese, o addirittura il giorno seguente, sebbene quello sport gli piaccia molto; questo accade per pigrizia, perché non hanno voglia di svolgere quelle azioni che, seppur noiose agli inizi, porteranno grandissimi risultati. Questa pigrizia deriva dall’assenza di motivazione, o meglio dall’aver dimenticato i motivi che hanno spinto a iniziare il percorso sportivo. 

Dire a sé stessi “Voglio fare sport per non ingrassare e per non prendermi malattie” è inutile perché risulta essere una frase senza sentimento; sono solo parole al vento senza alcun significato. La chiave sta nel prendere queste parole e decidere di sentirle vere dentro di te. Tutti noi sappiamo che sono vere però decidiamo di pensare a questi termini in modo astratto, senza sentimento, quasi come se non fossero davvero reali. La maggior parte delle persone si aspetta che la motivazione debba venire spontanea sin da subito, come se fosse lo sport a doverti motivare a praticarlo. Non è così. La motivazione deve venire da una propria decisione: tu decidi di fare sport e decidi di motivarti perché vuoi raggiungere determinati obiettivi. Infatti, la mattina non ti alzerai presto pensando spontaneamente: “Che bello, sono strafelice di alzarmi presto per andare a correre!” ma penserai invece: “Che scatole, anche oggi? Dai, su, devo farcela, devo andare a correre, devo farlo per essere forte e in salute anche tra qualche anno, quando il corpo inizierà a cedere!”. 

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Perciò, inizialmente, scordiamoci che la motivazione venga automatica, perché non sarà assolutamente così. Siamo noi a doverci motivare e a dover spingere noi stessi a compiere certe azioni per il nostro benessere. Non deve essere qualcun altro a svegliarci presto la mattina per spronarci a fare esercizio fisico, ma siamo noi a doverci dire: “Su, alzati, devi farlo, non sprecare tempo a letto, è meglio farlo ora che vivere una vita sofferente per non averlo fatto!”. 

Solo dopo aver preso un’ottima abitudine con la pratica dello sport, a seconda della persona, ci vorrà più o meno tempo affinché quest’ultima si renda conto di quanto stia bene effettivamente da quando ha iniziato, così avrà trovato la propria motivazione che la spingerà ogni giorno a non mollare. 

Se prima doveva obbligarsi a iniziare, dopo sarà motivata a non smettere più, perché avrà raggiunto precisi livelli di benessere che non conosceva giacché non praticava, che la motiveranno a continuare senza lo stress iniziale che provava ogni giorno prima di iniziare. Il punto è che il benessere arriva dopo la pratica, non prima; i buoni motivi per praticare arriveranno dopo aver già iniziato a farlo, perché seguiranno i miglioramenti. Credere che essi debbano arrivare ancor prima di iniziare, per invogliarci a fare il primo passo, è da illusi oltre che da sciocchi, perché nessuna pratica ti regala i benefici ancor prima di cominciare a metterla in atto, solo per aiutarti a scegliere se iniziare o meno. Sarebbe come credere che al lavoro il capo possa pagare i propri dipendenti prima che inizino a lavorare, per stimolarli a dare il massimo; sappiamo tutti che lo stipendio arriva a fine mese per pagare il nostro lavoro già compiuto e non prima di iniziare per indurci a lavorare il mese dopo. Allo stesso modo, anche nello sport, come in ogni altra pratica, i miglioramenti arrivano dopo un lungo allenamento e non prima, perciò anche la motivazione arriverà dopo. All’inizio bisogna imporsi di fare sport, se si è decisi a raggiungere degli obiettivi, altrimenti non si riesce. Per ogni scelta entra in gioco lo stato mentale con cui la persona decide di fare attività fisica: se ogni singola volta decidesse di lamentarsi nonostante sappia dentro di sé che lo sta facendo per se stesso e continuasse a fare sport come se dovesse fare un favore a qualcun altro, allora non imparerebbe nulla, e anche se potesse perdere peso o migliorare la sua salute fisica, continuerebbe a lamentarsi di non avere voglia di farlo. Spetta a lui decidere come approcciarsi allo sport. Questo non dipende da quanto esso faccia bene al corpo, o da quanto sia utile, ma dipende dal modo con cui si inizia a praticarlo, perché nonostante quello sport possa essere il più bello, il più utile e il più funzionale di tutti, se una persona decide di praticarlo con svogliatezza per lei rimarrà per sempre noioso. 

Tu devi ricordarti che, se hai deciso di iscriverti in palestra, non lo hai fatto per fare un favore all’allenatore che si sentiva solo e aveva bisogno del tuo sostegno, ma lo hai fatto per te stesso, quindi non stai facendo un favore a nessuno se non a te stesso. Dato che hai deciso di iniziare un percorso sportivo, cerca di non mollare tutte le tue buone intenzioni come sempre, ma portale avanti con la stessa motivazione che avevi il primo giorno. Lo stato mentale con cui inizi una pratica è molto importante, perché se decidi di studiare musica, scegliendo uno strumento complicato, puoi anche andare ogni giorno in sede a impiegare il tuo tempo con il maestro, ma se ti rechi in aula con svogliatezza continuerai a non imparare niente nonostante le lezioni vadano avanti, mentre tutti gli altri compagni diventeranno sempre più bravi a suonare quello strumento. Questo non sarà dovuto al fatto che essi abbiano una capacità di apprendimento superiore alla tua, né tantomeno al fatto che la musica che suoni non funziona, ma sei tu che devi imparare ad approcciarti meglio ai progetti che hai deciso di iniziare. Se invece continuerai a seguire quel percorso con la voglia di imparare, ti renderai conto che, anche se il maestro ti chiede di praticare ripetutamente gli stessi esercizi musicali in apparenza noiosi, in realtà quelli ti stanno formando e ti permettono di conoscere gli strumenti che ti porteranno un giorno a diventare un buon musicista. 

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È importantissimo l’approccio che decidi di avere con il percorso che stai iniziando. La meditazione è uno sport per la mente, pertanto non è facile sin da subito sedersi ogni giorno a mezzo loto e meditare con totale voglia e convinzione, ma se tu decidi di iniziare bene questo percorso esso ti porterà con assoluta certezza ad ottenere ottimi frutti per la tua mente e per la tua vita. 

Quando ti siedi per iniziare la tua sessione di meditazione, prova a farlo con il desiderio di raggiungere il rilassamento e quindi il benessere. Non sederti pensando che devi farlo e basta, senza una vera motivazione, perché sarebbe come andare in palestra pensando di fare un favore al tuo allenatore: concentrati sulla meditazione per quello che è davvero, cioè uno strumento che ti permetterà di stare bene mentalmente e spiritualmente. Il tuo approccio iniziale è molto importante, perché da esso dipenderà se sarai in grado di ottenere buoni risultati dalla pratica o se rimarrai sempre allo stesso livello. È un po’ come quando dicono che per ottenere qualcosa devi crederci; certo, se tu per primo non credi di poterti rilassare, di certo la meditazione non ti obbligherà a farlo. Sei tu a dover decidere di approcciarti positivamente al rilassamento, convincendoti di potercela fare. Non devi spostare le montagne con il pensiero, non devi svolgere un’azione impossibile e talmente complicata che solo in pochi al mondo riescono a fare: devi solamente rilassarti, è semplice. Iniziando la meditazione con il primo passo essenziale, ovvero il rilassamento, permetterai alla tua mente di arrivare a livelli superiori che senza di esso purtroppo non potresti raggiungere. Sebbene molti credano che rilassarsi durante la pratica sia un passaggio poco importante e sorvolabile, in realtà si tratta di un momento importantissimo, perché senza di esso non si potrebbero ottenere molte delle esperienze evolutive che stiamo cercando. 

Quando inizi a meditare, prova a richiamare dentro di te il desiderio di sentirti finalmente in pace. Distacca tutto quello che è successo durante la giornata, lo stress che hai accumulato, il dolore che hai provato mentre qualcuno ti diceva o faceva qualcosa di male. Lascia andare tutto ciò e inizia la tua meditazione deciso a volerti sentire bene. Lo scopo è proprio quello di provare pace, perciò devi permettere a te stesso di aprirti a questa vibrazione senza girarci troppo intorno. Dentro di te puoi sentire una connessione così forte a qualcosa che non subito sai distinguere, ma sai che è qualcosa di molto buono, di molto luminoso e che ti fa stare bene. Non voglio chiamarlo sé superiore o Dio, perché in entrambi i casi scatenerei le tue aspettative, ovvero l’idea che ti sei fatto su Dio, che potrebbe non essere quella corretta. Quindi non ti chiedo di pensare a quello che dovresti provare; ti chiedo invece di sperimentare quella pace che la meditazione ti offre e di concentrarti solo su quella, perché non importa come la vuoi chiamare, importa il benessere che ti fa sentire. Percepisci quella sensazione di pace interna, che ti permette di distaccarti dalla giornata e di rilassarti, in un certo senso fregatene da tutto quello che è successo per sentirti di nuovo sereno. È il tuo rifugio personale, dove nessuno può farti stare male, perché tu decidi di stare bene. Tieni questo sentimento anche fuori dalla meditazione quando la sessione finisce; non permettere che la sensazione finisca con essa, perché l’obiettivo è sentirti bene sempre. Porta con te quel senso di sicurezza, di pace che hai creato durante la meditazione. Sentiti amato profondamente, perché durante la meditazione ti connetti alle vibrazioni più pure, a quelle energie così alte che davvero ti amano; poco importa quello che è successo prima: ora ci sei solo tu e la tua profonda connessione. Ricorda questo importantissimo sentimento, perché sarà la tua salvezza quando sarai triste e quando non saprai come risolvere i tuoi problemi. Prendi del tempo per te e rilassati, respira e connettiti a quest’energia luminosissima, bellissima e di pace, sentiti libero dai problemi; solo così potrai approcciarti a loro con più libertà e serenità per risolverli. 

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Ciò che conta è il tuo stato mentale e la meditazione ti aiuta a migliorarlo, a diventare più lucido, più sereno, senza farti affogare dai problemi che ti sottomettono e che ti fanno perdere coscienza impedendoti di prendere una decisione giusta. Non leggere le mie parole di fretta, comprendile prima di tutto, provale sulla tua pelle, perché hai bisogno di sentirti bene. Sei qui per questo, vuoi sentirti pieno dentro, vuoi sentirti capace di decidere della tua vita senza dolore e senza sofferenza. Hai bisogno di sentirti vivo e di comprendere che la tua vita è davvero tua e non di qualcun altro che la sta vivendo al posto tuo. In fondo siamo abituati a non stare bene, pensiamo che stare bene sia chiedere troppo e che sia una fortuna di pochi. 

Siamo noi a decidere se stare bene oppure no. Di continuo scegliamo di lasciarci soffocare dagli impegni, dai problemi e dalle sofferenze che le altre persone o gli eventi intorno a noi ci creano e ci provocano, ma noi possiamo decidere di distaccare tutto questo. Tutti cercano di farci dimenticare che noi abbiamo la scelta perché nemmeno loro sanno di averla, però noi ce l’abbiamo: possiamo decidere di sentirci felici e distaccati da quello che succede, per vivere la nostra vita al di fuori di ciò che gli altri e la società intorno a noi vogliono farci vivere e provare. Noi possiamo sentirci coscienti nella nostra vita e viverla davvero, non solo come macchine che compiono azioni di routine. Possiamo realizzarci, modificare la nostra prospettiva e cambiare vita, perché siamo umani e abbiamo la capacità di cambiare: è nella nostra natura e non dobbiamo sotterrare la nostra più grande facoltà. Anche se i primi tempi potrebbe sembrare difficoltoso mantenere la costanza nell’esercizio della meditazione – a causa del Low che troverà qualunque scusa pur di non farti sedere a meditare – con una pratica continua ti renderai conto che i miglioramenti nella tua vita saranno tanti e questi ti motiveranno ad avere sempre più voglia di continuare. 

Sarà un’ottima catena, ma sei tu a dover decidere di darle inizio. Tutto dipenderà da te, a seconda che tu voglia vedere questi miglioramenti o che, nonostante essi ci siano, tu decida di essere comunque pigro nella pratica e dimenticarti chi sei veramente. Ciò che conta per ogni meditazione non è la tua bravura nel meditare ma è l’intento, ovvero il desiderio che metti in ogni singola sessione. Molte persone credono di meditare ma non è così, perché si siedono a mezzo loto e provano a imporre qualcosa che non può essere forzato. L’evoluzione è prima di tutto mentale e la si ottiene meditando con consapevolezza. Sedersi a mezzo loto, diventando coscienti di quello che si sta per fare, aiuterà l’evoluzione che stai cercando ad arrivare molto più velocemente. Se sei concentrato su quello che stai facendo e sai motivare te stesso a raggiungere certi risultati, tutto sarà più semplice. Il mio consiglio è questo: prima di mettersi a meditare e alla fine di ogni sessione, si dovrebbero occupare almeno uno o due minuti a prendere consapevolezza di quello che si sta decidendo di fare. Concludere la meditazione, aprire gli occhi e andare subito a compiere azioni Low, porterà la nostra coscienza ad abbassarsi di nuovo e troppo velocemente, perché incoscientemente decideremo di ritornare subito nella bassa frequenza. Se permetti alla tua mente di capire che hai concluso la meditazione e che tra un attimo dovrai andare a compiere le tue mansioni Low, sarà molto più semplice per te rimanere cosciente anche quando svolgerai le solite azioni di routine. Concludere la meditazione e alzarsi di fretta per iniziare mansioni Low senza nemmeno capire quello che sta accadendo è un programma che dobbiamo eliminare dalla nostra abitudine, perché è molto importante agire con coscienza compiendo qualunque azione con la consapevolezza di ciò che stiamo facendo. 

Il punto è sapere che quello che stai facendo potrebbe abbassare la tua coscienza: non puoi pretendere da te stesso di rimanere cosciente 24 ore su 24, ma puoi iniziare a decidere di tenerti almeno un poco più alto rispetto alla media. 

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È inevitabile che, dopo aver finito di meditare, tu debba andare a lavorare, a pulire, a fare la spesa, a compiere le azioni che la routine quotidiana ti chiede di fare. Hai però la scelta di svolgere quelle azioni rimanendo cosciente che devi andare a farle, anziché passare dalla meditazione alla mansione Low senza nemmeno esserti accorto che tra le due c’è stato un lasso di tempo in cui hai perso quasi completamente coscienza. Il segreto sta nel decidere di andare a fare la spesa o qualunque altra azione, riempiendo quel momento tra la meditazione e la faccenda con la consapevolezza di quello che stai per andare a fare. In questo modo è normale che in breve tempo perderai nuovamente coscienza e ti ritroverai a svolgere le mansioni Low dimenticandoti quasi di aver meditato, ma non è così grave quanto perdere coscienza nell’immediato senza un minimo di preavviso. Si tratta di un allenamento mentale che ti permetterà di essere molto più cosciente nella vita di tutti i giorni, perché è proprio questo l’obiettivo di ogni tecnica: farti rimanere consapevole e lucido anche al di fuori della pratica. 

Quindi ti consiglio di prendere un minuto subito dopo la conclusione della tecnica, per realizzare con la mente che hai finito la meditazione e che dovresti alzarti per andare a svolgere altre azioni. In questo modo, anziché perdere coscienza all’improvviso, permetterai alla tua energia di stabilizzarsi e di capire che sta per diminuire, ma proprio grazie a questa consapevolezza essa calerà molto meno. In un certo senso è come se tu venissi avvisato da qualcuno che riceverai un pugno, quindi ti preparerai indurendo la pancia, in modo che l’impatto del pugno non ti faccia del male; non ti avevano detto che sarebbe arrivato nella pancia, quindi non hai potuto parare il pugno, ma sapendo che sarebbe arrivato hai potuto prepararti per incassarlo senza provare troppo dolore. Se invece non ti fossi accorto di quel pugno e fosse arrivato all’improvviso, il dolore sarebbe stato molto più forte, ti saresti piegato in due per la botta presa e saresti caduto a terra. Questa metafora vuole farti comprendere l’arrivo del Low, o meglio l’abbassamento della tua coscienza. Se tu permetti alla tua mente di sapere che stai per abbassarti, la caduta sarà molto meno “dolorosa” per la tua coscienza, ma se tu crollassi improvvisamente nella bassa frequenza, la mente – non essendo stata avvisata – subirebbe un brutto calo nell’incoscienza e rallenterebbe la tua evoluzione. Questa piccola azione potrebbe velocizzare di tanto e per più tempo la tua capacità di rimanere cosciente. Ovviamente esistono moltissimi livelli di coscienza, perciò ci sarà sempre modo di migliorare e questo è un ottimo passo da cui iniziare. 

Come è utile essere coscienti della fine della sessione lo è anche essere coscienti dell’inizio di ogni singola meditazione. Sapere quello che stai facendo ti permetterà di eseguirlo meglio e di diminuire il pensiero continuo che si ha solitamente durante la pratica. Questo non è facile, specie perché decidiamo di meditare soprattutto quando siamo stanchi o tristi, per darci un po’ di carica, e in queste occasioni è difficile essere coscienti; ma non è un problema, perché la meditazione ci porterà coscienza ed è proprio per questo che decidiamo di praticarla. Per fortuna, però, non decidiamo di meditare solo quando siamo tristi, ma anche quando siamo felici e in salute perché conosciamo i buoni effetti che la meditazione offre, avendo avuto già i primi risultati che hanno stimolato il nostro desiderio di proseguire con la pratica. 

Per questo motivo dovremmo provare più spesso ad iniziare la meditazione con la consapevolezza di quello che stiamo per fare. Quando stabiliamo di voler andare a meditare, infatti, lo decidiamo in un attimo e il secondo dopo siamo già seduti a mezzo loto con le dita sul chakra: tra la decisione di meditare e la meditazione in sé c’è un istante che noi possiamo riempire con la coscienza di quello che stiamo per fare. In questo breve tempo, abbiamo la possibilità di prepararci mentalmente e comprendere che stiamo per sederci e rilassarci, per provare il benessere fisico e mentale che la meditazione ci garantisce. 

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Prima di metterci comodi, dobbiamo realizzare e quindi comprendere perfettamente che non ci stiamo per sedere e basta, ma che stiamo per meditare, quindi desideriamo raggiungere un obiettivo ben più alto. 

Ti renderai conto che, a furia di prepararti mentalmente in questo modo, prima di meditare starai già entrando in uno stato meditativo che sarà utilissimo per ottenere il rilassamento in un tempo decisamente più breve rispetto a quando ti siedi senza la convinzione di voler meditare. Ancora una volta, possiamo notare quant’è importante l’intento che mettiamo nelle azioni che stiamo svolgendo. Infatti, meditare con l’intento di raggiungere livelli più alti, ci farà sentire una consapevolezza maggiore a confronto di chi si siede senza svolgere questo importante passaggio. Questa consapevolezza sarà utile per tutta la giornata perché rimarrà dentro di noi, e più la nutriremo e le chiederemo di stare vigile durante il giorno, più riusciremo ad essere lucidi durante ogni decisione, in particolare per quelle che riteniamo più banali ma che invece ci cambiano la vita. Questo esercizio non richiede un eccessivo sforzo, perché non si tratta di sedersi e meditare per più tempo, si tratta semplicemente di riempire il momento tra la decisione di meditare e la meditazione vera e propria con la consapevolezza e la preparazione. È un po’ come prevedere che si sta per meditare e decidere che si debba svolgere al meglio. 

Non aspettarti che sia facile compiere tutto ciò che ho detto sinora, ma provaci qualche volta, poi sempre più spesso, sino a che non diventerà un’abitudine; non renderla però un’azione senza sentimento altrimenti si tornerebbe punto e a capo. Ciò che conta è l’emozione, è l’intento che provi, proprio come quando decidi di praticare sport: se vai a correre pensando già a quando tornerai a casa, perché non ne hai voglia, di sicuro correrai meno e sarai meno resistente e meno veloce. Se invece decidi di metterci tutto l’impegno pur non avendo voglia, superando il tuo ostacolo e dando a te stesso la giusta motivazione per partire, tornerai a casa che non sarai affatto dispiaciuto, anzi, ti sembrerà che il tempo sia passato più velocemente del previsto. La stessa situazione la ritroviamo nella meditazione: quando decidi di meditare pur non avendo tanta voglia di sederti, prova a motivare te stesso dandoti la giusta spinta a praticare ugualmente, così alla fine della sessione ti renderai conto che sarà durata meno del previsto e che non è stata poi tanto male, anzi, che potevi meditare anche senza preoccuparti troppo. Al contrario, se mediti senza motivarti, ogni sessione sembrerà sempre troppo lunga e questo potrebbe annoiarti. Perciò la chiave non sta nella tecnica in sé, ma in come decidi di approcciarti ad essa. Se vuoi praticarla, sai che devi farlo perché ti porterà ad un benessere interno di cui hai bisogno e quando non ne senti voglia, datti la spinta giusta per non arrenderti, motivati, trova quel sentimento e fallo riaffiorare affinché ti spinga a meditare bene, nonostante tutto voglia non farti avere questa esperienza. Oltretutto ricordati che un buon rilassamento si ottiene respirando in profondo l’energia luminosa dentro di sé: questo passaggio è fondamentale, perché senza energia bianca è molto più complesso rilassarsi e quindi raggiungere un buon stato mentale per praticare qualunque tecnica spirituale. 

Dato che il benessere deriva dall’energia, tralasciando questo passaggio sarà ben più arduo trovare la pace interna e la connessione alle dimensioni di luce. Impara quindi a motivare te stesso a migliorare, decidendo e stimolandoti ad andare avanti, salendo un gradino più alto volta per volta, anziché camminare sempre dritto sullo stesso piano convinto che vada bene comunque. La crescita è una tua scelta, non darla per scontata. Scegliendo di migliorare e di raggiungere livelli sempre più alti della meditazione noterai come, guarda caso, molte situazioni nella tua vita si risolveranno contemporaneamente alla tua buona pratica. Tieni gli occhi aperti e ti renderai conto di tutto ciò. Buona meditazione! 

Fine pagina 6 su 6. Se hai gradito l'articolo, commenta qui sotto descrivendo le tue sensazioni durante la lettura o la pratica della tecnica proposta.

1192 comments
  • jael - 00:59 27/09/23

    Grazie a questo articolo ho compreso per quale motivo, subito dopo la Meditazione, incominciavo già a essere di cattivo umore e a ritornare nelle basse frequenze, sentendomi nervosa. Inizialmente era perché temevo di non riuscire a meditare bene, o perché accadeva qualcosa che mi distraeva durante la Meditazione; inoltre ero molto presa dalla tecnica, senza comprendere il senso. Poi ho imparato a prestare più attenzione al come, rispetto al cosa, e anche a metterci l'intenzione, sia nel rilassarmi, sia nel voler eseguire bene la tecnica di Meditazione, per progredire e migliorare ogni volta. Lo faccio perché sento che è importante, ma anche con l'intento di migliorare e di rilassarmi, tanto che pian piano ho iniziato ad avvertire le differenze anche nel dopo. Però solo ora comprendo l'importanza di dover aspettare un po' al termine, e compiere una sorta di distacco consapevole, subito dopo la Meditazione, prima di ricominciare le attività quotidiane. Proverò a fare in questo modo, sono certa che otterrò dei benefici ulteriori. Già pian piano, durante il giorno, mi rendo conto che quel senso di serenità che a volte mi porto a lungo dentro, mi dà la possibilità di pensare meno ai problemi, o a farlo in maniera diversa, con maggiore senso di rilassamento nell'affrontarli; e poi sento in continuazione come una specie di scuotimento dentro, come se quando mi rendo conto che sto pensando troppo a delle cose futili, o mi sono lasciata sopraffare da pensieri automatici, il prendere consapevolezza sia come uno svegliarsi, come se io mi scuotessi proprio per potermi risvegliare.

  • Pierpo Medaglia per aver completato lo Step 1 - 11:10 26/09/23

    In questo documento ci sono tantissime informazioni veramente importanti che ho preso sottogamba. Ho notato come la meditazione alcune volte è pesante e sento la svogliatezza. Però ho capito che il problema è il mio stato mentale e anche il fatto che non prendo coscienza di quello che sto andando a fare. Insomma, lo faccio e basta. Oggi, con la meditazione appena fatta, ho sentito dentro di me un'emozione molto forte e positiva, che mi ha fatto comprendere che devo sentire la forza e la motivazione dentro di me. A volte quando stiamo bene in generale nella vita, ci passa l'idea di meditare con motivazione. Invece anche in questi casi bisogna prendere un momento da quando decidiamo di meditare e da quando iniziamo effettivamente, per prendere coscienza di quello che si sta facendo e il perché. Ricordare anche gli obiettivi che vuoi raggiungere e cercare di ritrovare quella sensazione meravigliosa di pace che la meditazione offre. Grazie mille per questo articolo Lo terrò a mente soprattutto nei momenti più difficoltosi.

  • Galanasoul - 13:23 23/09/23

    Questo articolo mi ricorda quanto sia importante ricordarmi della motivazione che mi ha portato a iniziare questo percorso. Il rilassamento (e concedermi di rilassarmi) è davvero importante e vale la pena dedicare tempo ad esso prima di meditare. Bisogna voler raggiungere quella pace e "lavorare" sul mantenerla. Posso scegliere e decidere di distaccarmi da ciò che succede. Ed essere cosciente dell´intento e di ciò che sto per fare. Anche volendo, non riuscirei ad alzarmi subito dopo la meditazione perchè il mio corpo è estremamente rilassato e come apro gli occhi, voglio vedere, davvero. Indulgo un po´ in questo e poi mi dico che devo alzarmi.

  • mona - 17:21 21/09/23

    Grazie questo articolo è molto motivante cercherò di tenere a mente ciò che dice Angel, prima di sedersi e meditare bisogna concentrarsi su ciò che si vuole raggiungere bisogna essere coscienti che la meditazione ci porterà ad un livello più alto di conoscenza , e quando finiamo la sessione bisogna prendersi un paio di minuti appunto per rimanere coscienti di quello che si sta per fare. Tutto ciò mi motiva molto grazie

  • rik - 14:04 19/09/23

    In effetti anch’io sono convinto che avere più consapevolezza di scopo nella meditazione (prima, dopo e durante la stessa) sia una chiave per il successo. Saper trasformare un’azione ordinaria e dottrinale in una splendida esperienza psicofisica dipende secondo me da diversi fattori; tra questi rileverei la determinazione nell’azione, la voglia di raggiungere l’obbiettivo senza farsi troppe aspettative, il benessere che si riceve e (forse più importante di tutti) l’evoluzione è la crescita spirituale. L’abitudine che ho preso con il leggere i vostri articoli e con la pratica delle consegne sta diventando per me un’ottima abitudine alla quale al momento difficilmente potrei rinunciare. Siamo in cammino e per quanto mi riguarda non si torna indietro. Grazie Angel grazie staff.

  • sabros - 00:15 15/09/23

    Sono sicura che una buona motivazione fermezza nella decisione di meditare aiutano a migliorare il per corso e stenderlo più piacevole ma prima di tutto bisogna fortemente volerlo per migliorarsi e crescere in consapevolezza.

  • jasmina - 15:54 13/09/23

    Grazie! Ci voleva questa spiegazione per avere una spinta in più per meditare con consapevolezza e dare le cose per bene! Grata di tutto ❤️

  • galacticmermaid - 18:48 12/09/23

    Mi serviva moltissimo questo articolo. Quest’accademia è molto sensibile e umana nel riconoscere, accettare e cercare di mitigare i limiti di noi principianti. La motivazione è qualcosa che stavo lasciando indietro in effetti. D’ora in avanti dedicherò uno spazio maggiore a riflettere su ciò che mi sto accingendo a fare e sul sentire da dentro la voglia e la gioia nel farlo. Il famoso ‘sforzo entusiastico’. Facile a dirsi, all’inizio forse anche a farsi, ma a lungo andare si capisce come sia qualcosa che vada allenato. Esattamente come un muscolo. È un po’ anche come ritornare bambini, bisogna puntare a quella gioia li. Che non si aspetta niente, non si pone domande nè obiettivi ma fa le cose solo per l’amore e la felicità di farle, con semplicità e purezza. Cercherò di mantenere quest’approccio puro e gioioso alla meditazione, credo siano due ingredienti fondamentali. Grazie a questo articolo ho rispolverato la mia motivazione che voglio tenere accesa.

    • giusepp - 22:17 15/09/23

      La meditazione e' la strada necessaria per soddisfare il bisogno di nutrizione spirituale. Affinché la meditazione possa essere efficace e funzionale a ciò che si vuole raggiungere e'necessario essere consapevole su quello che si vuole ottenere e. Mettere dunque la Giusta intenzione come motore che ci alimenta per raggiungere l'elevazione spirituale

      • Tina Vanacore - 14:52 29/09/23

        Bellissimo articolo motivante al massimo per far sì che quando faccia meditazione ne siamo consapevoli prima e dopo aver meditato

  • deb - 19:50 07/09/23

    Non ho mai sentito una sensazione simile a quella che provo durante la meditazione in questa vita! Una sensazione che ho sempre cercato e finalmente trovato. L'ho fatta diventare un abitudine e mi serviva proprio un articolo del genere per incrementare la motivazione e rendere l'intento più forte. I pensieri ci sono ancora ma rispetto a quando ho iniziato sono diminuiti notevolmente e questo vale anche al di fuori della pratica. Nelle situazioni di tutti i giorni, in alcuni momenti mi parte una sorta di lucidità improvvisa in cui riesco a respirare Prana e a sentire i Chakra e succede sempre più spesso. Durante le situazioni stressanti invece è un po' diverso perché sono totalmente assorta nella bassa frequenza e me ne accorgo quando questa situazione finisce. Ora mi pongo come obbiettivo di diventare cosciente mentre accade l evento e non solo in seguito♥️ grazie per accompagnarci in questo cammino♥️

  • asselandra - 20:07 06/09/23

    Anche questa spiegazione su come meditare con Coscienza e' meravigliosa: gli ingredienti aggiuntivi rendono la ricetta ancora piu' saporita e piacevole :)

  • nadiae79 - 07:52 05/09/23

    In questo momento mi sento come se il mio corpo, anzi la mia coscienza, mi spingesse a meditare. Come se pensasse “finalmente hai iniziato”. E quando decido di meditare non mi prendo la mezz’ora ma un’ora intera! Questo articolo è molto importante perché è un ulteriore richiamo alla consapevolezza, al cercare di restare lucidi e ne farò tesoro soprattutto nei momenti più difficili che mi impediranno di praticare. Grazie di cuore!

  • raffaella83 - 18:55 04/09/23

    Un ottimo articolo in cui si sottolinea l'importanza della meditazione con l'aggiunta di una perla: prima e dopo la meditazione occorre una preparazione mentale per comunicare alla nostra coscienza che stiamo per sederci, rilassarci e connetterci all'energia pranica. La meditazione ha come obbiettivo quello di alzare, un passo alla volta, il nostro stato di coscienza, quello di farci sentire in pace e più pieni. Ed anche se dopo la meditazione dobbiamo tornare a svolgere le mansioni del Low, con questa tecnica possiamo riuscire ad elevare il nostro stato di consapevolezza giornaliera. La mia evoluzione è diventata una missione di vita, il mio risveglio spirituale e troppo importante per salire quei gradini che mi consentiranno la connettermi alle dimensioni di Luce. Grazie 🌻

  • andreius - 15:47 30/08/23

    Questo articolo in se è già motivante di suo. Mi rendo conto di avere bisogno di questi suggerimenti, visto che a volte inizio male la meditazione o sento che non la sto svolgendo nella maniera giusta e altre volte mi rendo conto di essere comuqnue rimbambito quando smetto di meditare e gli effetti sento che stanno svanendo troppo presto lasciandomi deluso. Prendendersi 1 minuto o ancora meglio 10 per realizzare quello che si sta facendo sembra un ottima idea.

  • baldassarre - 19:58 24/08/23

    Ho cominciato a meditare con continuità grazie a questa accademia. Pur nella mia inesperienza ho già notato dei cambiamenti importanti durante la giornata. Anche sul lavoro il clima è sicuramente cambiato e migliorato di molto rispetto a prima dove mi capitava spesso di sentire un senso di frustrazione e rabbia. Ho capito che devo farlo con grande intenzione e non giusto così per cominciare in modo diverso la mia giornata. Sono consapevole che ci vorrà tempo per raggiungere il silenzio mentale ma con costanza riuscirò a fare grandi miglioramenti. Grazie 😊

  • apis - 10:05 23/08/23

    C'è un detto che dice che se faccio un passo verso Dio, lui ne farà mille verso di me (o qualcosa del genere). Trovare la motivazione per la meditazione non è tanto un problema quando si sono già ottenuti risultati concreti. È più difficile non dimenticarsi di questi risultati o non innervosirsi perché ci si aspetta un certo risultato. Spesso, nella qualità della meditazione, si fanno tre passi avanti e due indietro (o anche di più!). Ma sono anche le meditazioni "cattive" che mi portano più lontano. Insegnano a perseverare e a lasciar andare le aspettative e, senza rendertene conto, fai un passo verso Dio e improvvisamente sei mille passi più avanti!